Come è nato LoopUp,
raccontato da noi due.
Una storia non particolarmente epica. Solo i fatti, perché bastano.
CityLife, fine 2024
Ci siamo trovati coinquilini per caso, in un appartamento condiviso. Fortunato studiava alla Cattolica, fuorisede dalla Calabria. Giorgio lavorava in consulenza tra Intellera e Accenture, fuorisede dal Veneto. Orari opposti, settimane opposte, un solo punto in comune: la sera tardi, sui divanetti del salone, un bicchierino di amaro o una tisana, e una conversazione che non finiva mai.
Una delle cose che capitava in quelle ore era questa: uno di noi diceva qualcosa di stupido. L'altro lo prendeva sul serio. E quasi sempre uscivamo dalla conversazione con un'idea che nessuno dei due ci sarebbe arrivato da solo.
Wrappers
La prima volta che questo meccanismo ha prodotto qualcosa di concreto si chiamava Wrappers. Era nata da un problema di Fortunato: rispettare una dieta da fuorisede senza tempo di cucinare. Una sera abbiamo pensato di impastare piadine il sabato, riempirle con cose buone e bilanciate, congelarle. Tre minuti al microonde la sera dei giorni feriali, e mangi sano.
Abbiamo provato per settimane in cucina. Abbiamo studiato il target: ottocentomila fuorisede in Italia, università come canale di distribuzione, costo per pasto, margini. Ne abbiamo parlato con altri studenti, abbiamo capito che funzionava. Poi abbiamo capito anche un'altra cosa: non era la cosa che volevamo costruire. Ma era stata la palestra giusta. Da quel momento avevamo un metodo: problema vissuto → prodotto → mercato.
Viale Argonne
Le vicissitudini ci hanno fatto cambiare casa. Trilocale, noi due da soli. Era l'inizio del 2025, e quella casa è diventata in poche settimane un posto strano. La gente passava. Tanta. Da gruppi diversi.
Le facce ricorrenti: Giulia (un gruppo di amici di Fortunato a Milano), Davide (un altro percorso, era il migliore amico del fidanzato della sorella di Fortunato — un ponte di terzo grado), Natale (amico storico di Fortunato dalla Calabria, tredici anni di amicizia, anche lui fuorisede a Milano), Eleonora (un terzo gruppo). E altri. A inizio anno, nessuno di loro si conosceva con gli altri.
Sono cominciate le serate: cene improvvisate, uscite tematiche, giochi che inventavamo noi. Senza accorgercene avevamo costruito una piccola comunità che si era formata attorno alla nostra casa. E dentro a quella comunità sono successe le cose che succedono: alcuni amori sono finiti, altri sono nati. Da Giulia e Davide è cominciata una storia che dura ancora.
Poi è arrivata la prova esterna. Fortunato è partito per l'Erasmus. La casa di Viale Argonne ha perso uno dei suoi due "organizzatori". Quello che abbiamo scoperto al ritorno è che quelle persone, che fino a un anno prima non si conoscevano tra loro, avevano preso una casa insieme. Si erano organizzate da sole. Una famiglia da sconosciuti, che non aveva più bisogno di noi.
Il pattern
Quello che era successo a Viale Argonne aveva un nome che non sapevamo ancora pronunciare. Esistono persone, in ogni gruppo, che muovono piccole masse. Decision leader. Spesso non lo sanno nemmeno loro. Quando due di queste persone abitano insieme, succede esattamente quello che era successo a noi: due cerchie si toccano, e nascono nuove cerchie.
Nessun social di oggi tratta i gruppi come unità. Trattano individui che postano, individui che si iscrivono, individui che si "connettono". Ma le decisioni sociali — uscire, organizzare, accettare — non sono mai individuali.
Lì è cominciato LoopUp.
Da giugno 2025
Abbiamo smesso di fare tante cose. Giorgio ha rinunciato a una promozione in consulenza: l'avrebbe inghiottito. Fortunato ha posticipato la sessione di laurea. Una relazione importante per Fortunato si è chiusa lungo la strada, perché non riusciva a essere condivisa.
Abbiamo spostato i due letti in una stanza sola. In mezzo, due PC con doppio schermo e una TV. Volevamo che l'altro potesse sempre vedere quello che stavi facendo, e interromperti se serviva. Abbiamo provato strade — anche una "dating app per gruppi", per organizzare partite di calcetto e esperienze che richiedevano numeri. Le abbiamo scartate. Siamo tornati indietro.
A marzo 2026 il primo mockup era pronto. Il 23-24 maggio 2026 siamo arrivati sul podio dell'SVST Hackathon al Coworking Salerno di Baronissi. Da lì siamo stati invitati a We Make Future a Bologna, il 26 giugno 2026. Quando leggi questa pagina, probabilmente siamo lì.
Stiamo cercando chi vuole entrare nel nostro loop.
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